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Sos per le Comunità montane;

27 maggio 2009

Appello del Pd contro il progetto di soppressione previsto dalla riforma allo studio del ministro Calderoli. I timori per l’erogazione dei servizi

Sos per le Comunità montane

di Lisa Cesco

«Le nostre cinque hanno in tutto 110 dipendenti e costano molto meno della stessa Provincia»

La conferenza stampa del Pd in difesa delle Comunità montane
Le Comunità montane non devono scomparire, perché svolgono un servizio efficiente in realtà territorialmente svantaggiate. Ne è convinto Diego Peli, candidato alla presidenza della Provincia oltre che capogruppo Pd nella Comunità montana di Valle Trompia, che interviene sulla proposta avanzata dal ministro Calderoli per l’abolizione di tutte le Comunità montane.
«Le competenze principali passerebbero ai Comuni, alla Provincia andrebbero gli enti parco e alla Regione il governo dell’intero ciclo delle acque, togliendo al territorio un settore che ricopre tra l’altro una significativa valenza economica: si tratta di un errore enorme – avverte Peli -, perché qualcuno deve gestire i servizi alla persona, i sistemi bibliotecari, quelli museali, sistemi che funzionano grazie al coordinamento offerto dalle Comunità montane».
Nella revisione del nuovo codice delle autonomie locali Peli chiede una riforma condivisa, criticando una certa «politica di spettacolo che dimentica che i costi veri sono altrove». Sulla stessa lunghezza d’onda Fabio Ferraglio, presidente della Comunità montana di Valle Trompia, che parla di strumentalizzazione della vicenda, ricordando che le Comunità montane sono già state oggetto di una profonda riforma lo scorso anno, che le ha ridotte da 350 a poco più di 200. «Dove esistono le montagne, aree oggettivamente svantaggiate e dai delicati equilibri ambientali, le Comunità sono un’istituzione necessaria per definire la politica territoriale ed erogare servizi alla gente, attraverso un lavoro di coordinamento che non sarebbe possibile con le singole amministrazioni comunali», dice Ferraglio.
Quanto al denaro pubblico che si risparmierebbe con il taglio delle Comunità montane, secondo Ferraglio non è una quantità significativa, visto che nel 2010 i costi che lo Stato dovrà sostenere per le 220 Comunità montane sparse in tutta Italia sono di 10 milioni di euro. «Basti pensare che il lavoro dei 62 membri della nostra Comunità montana costa 5 mila euro all’anno», ricorda Ferraglio, sottolineando come la «sopravvivenza» delle Comunità montane sia fortemente caldeggiata dalle stesse Regioni, la Lombardia in primis, che in un documento riconoscono il ruolo importante di coordinamento e servizio svolto dalle Comunità. «Inutili erano semmai le Comunità istituite erroneamente dove non c’era montagna, che infatti sono state eliminate - aggiunge Gianna Baresi della Sinistra per la Provincia -. Ma dove esiste la montagna, come nel territorio bresciano, la loro presenza è fondamentale». Per Paolo Pagani del Pd la proposta di abolizione è figlia del centralismo statale che ha segnato la storia italiana, «cui oggi si aggiunge un neo-centralismo regionale, per una politica che va contro le autonomie locali, dimenticando che le cinque Comunità montane del bresciano – Val Trompia, Val Camonica, Val Sabbia, Alto Garda, Sebino – che raccolgono in tutto circa 110 dipendenti, nel loro insieme costano molto meno dell’ente Provincia».

Peli: infrastrutture dalle parole ai fatti;

21 maggio 2009

Peli: infrastrutture, dalle parole ai fatti
Il Pd sulle incompiute in provincia

GIORNALE DI BRESCIA
21 maggio 2009

Infrastrutture. Questo il tema affrontato ieri da Diego Peli nella sede provinciale del Pd di Urago Mella, insieme a Pier Luigi Mottinelli e Antonella Montini, della lista Partito Democratico, e a Gianna Baresi per la lista Sinistra per la Provincia. «Brebemi, autostrada della Valtrompia e metropolitana provinciale – ha spiegato Peli -, sono opere delle quali si parla da anni ma che sono lontanissime dall’essere realizzate. E dire che la Brebemi è stata inaugurata nel 2004». Per quanto riguarda la Gardesana, «la Provincia deve acquistarla dall’Anas e poi riqualificarla e metterla definitivamente in sicurezza, non è possibile che ogni anno per l’alto Garda ci sia il problema viabilità da affrontare». Per quanto riguarda l’aeroporto di Montichiari, «da sette anni aspettiamo risposte dalla Regione. La Provincia deve sedersi ad un tavolo con Formigoni e ridiscutere il sistema aeroportuale di tutta la Lombardia».
Per Peli altro problema da affrontare sarà la navigazione lacustre, «negli ultimi anni non è stata supportata a dovere, ma può essere un supporto importante per rilanciare il turismo». E la tangenziale est? Dopo decenni, nei giorni scorsi a Palazzo Broletto è stato firmato un accordo di programma fra la Provincia ed i Comuni di Brescia e Nave. «È solo propaganda. Quella prospettata è una soluzione che non ha senso perché non è stato valutato l’impatto del traffico in entrata ed in uscita». f. al.

IL PROGRAMMA. Brebemi, Valtrompia e aeroporto di Montichiari
Peli (Pd): «Un nuovo impulso alle infrastrutture bresciane»

BRESCIAOGGI
Giovedì 21 Maggio 2009
CRONACA

Diego Peli promette di voltare pagina sulla politica delle infrastrutture. «Ci troviamo con tante opere annunciate, persino inaugurate, e mai realizzate - accusa il candidato del Pd alla presidenza del Broletto -, noi vogliamo realizzarle e a renderle funzionali per la gente e il turismo». Insieme a Pier Luigi Mottinelli, Antonella Montini (entrambi nella lista Pd) e Giannarosa Baresi della collegata Sinistra per la Provincia di Brescia, fa il punto di una situazione «disastrosa» e da cambiare al più resto.
«Della Brebemi aspettiamo la cantierizzazione da 5 anni - elencano -, il piano finanziario per l’acquisizione delle aree per l’autostrada della Valtrompia prevede un rimborso irrisorio di 4,5 euro al metro che scatenerà battaglie tremende». La metropolitana provinciale «resta nei sogni dell’assessore Prignachi, e per risparmiare 60 milioni è stato cancellato il prolungamento di quella cittadina fino a Concesio».
Poi la Gardesana che resta di gestione Anas mentre «va acquisita e messa in sicurezza per non danneggiare il turismo». La viabilità delle Valli e della bassa è «congestionata». L’aeroporto di Montichiari da 7 anni resta senza risposte dalla Regione e intanto «il Pdl fa eleggere alla presidenza il suo capogruppo Vigilio Bettinsoli nonostante accumuli perdite di 5 milioni all’anno».
La navigazione dei laghi «va resa funzionale con nuovi investimenti», con la promessa di trovare soluzione alla gestione delle acque del lago d’Idro. Intanto, «il candidato del centrodestra Molgora non fa presagire nulla di buono - attacca Mottinelli -, per due anni è stato nel Catullo e ha sempre difeso il sindaco leghista veronese Tosi lasciando i bresciani in posizione periferica».MI.VA.

Franceschini a Brescia per sostenere Diego Peli;

19 maggio 2009

«No a spot elettorali sui disperati»
L’ATTACCO AL GOVERNO. Affondo sulla crisi: «La gente affronta il momento di difficoltà mettendo in campo il meglio. Il governo non fa nulla per difendere i più deboli»
J’accuse sui respingimenti: «Vanno fatti ma nel rispetto delle norme internazionali e della legge Bossi-Fini»

Dall’articolo di Massimo Tedeschi

IN UN’ORA dedicata più alle tv che alla «gente» e ai quadri del partito arrivati da mezza provincia, Franceschini lancia un piccolo editto a telecamere riunite. Vuole fugare l’accusa di disfattismo che il governo riversa sugli oppositori, e perciò scandisce: «In questa campagna elettorale incontro un’Italia straordinaria, con formidabili energie positive. Incontro donne e uomini che in un momento di difficoltà mettono in campo il meglio, cioè straordinari meccanismi di solidarietà. Queste persone hanno il diritto di non essere dimenticate da chi governa».
All’Italia buona che si rimbocca le maniche Franceschini contrappone il governo neghittoso e inerte. «A queste persone - spiega Franceschini - il governo dice: “In attesa che la crisi venga superata, fate quello che potete”».
Da qui la rivendicazione: «Noi abbiamo avanzato delle proposte. Lo facciamo dall’opposizione, chiedendo misure di aiuto ai più deboli, a chi perde il lavoro e si ritrova con zero euro: per loro abbiamo chiesto un assegno di disoccupazione. Lo facciamo chiedendo un aiuto per le piccole imprese che fanno fatica ad accedere al credito: per dare loro una boccata d’ossigeno abbiamo proposto che le imposte di giugno vengano abbassate dal 40 al 20%. Noi chiediamo al governo di fare quello che stanno facendo tutti i governi del mondo, di destra o di sinistra: sostenere i più deboli. Accetti le nostre proposte, oppure ne faccia altre, ma non rimanga inerte».
Sotto traccia c’è la sindrome dello sconfittismo che circola nel Pd (e contro cui ha provato a reagire ieri dal suo blog l’onorevole Pierangelo Ferrari con un intervento dal titolo significativo: “Scommettiamo che non andrà così male?”). E allora Franceschini ribadisce: «Brescia è una terra piena di valori, di solidarismo cattolico, di battaglie sindacali, di piccole e medie imprese: i bresciani sceglieranno non in base alle ideologie del passato ma in base alla qualità della proposta politica, a come si è governato in questi anni. Per la Provincia noi mettiamo in campo progetti concreti. Loro lasciano un’eredità che non è di buon governo, fatta di grande debito e promesse roboanti. Il loro candidato che resterà imbullonato tre giorni a settimana a Roma, pur essendo di un partito che contesta Roma».
ALLA FINE c’è solo il tempo per una domanda sui respingimenti: non è che il centrodestra, con essi, conquisterà nuovi consensi al Nord e il Pd opponendosi li perderà? Risposta: «I respingimenti vanno fatti nel rispetto della normativa del diritto internazionale e della legge Bossi-Fini». Dunque attendere gli immigrati a terra e poi censirli? «Ci sono tante modalità. L’importante è rispettare la Bossi Fini. Non si può fare propaganda sui disperati trasformando i barconi in spot elettorali. Tutte le organizzazioni internazionali, l’Onu, la Chiesa cattolica dicono di no a questa strada. E non sono pericolosi e faziosi esponenti dell’opposizione come noi».

A destra mancano progetti sui trasporti;

15 maggio 2009

Peli: a destra mancano progetti sui trasporti
Cofferati: fanno finta politica «nordista»

Diego PeliLe sorti dell’aeroporto di Montichiari e le ricette anticrisi proposte dal candidato del centrodestra al Broletto, il sottosegretario alle Finanze, il leghista Daniele Molgora. Ha ruotato attorno a questi due argomenti l’incontro di ieri con il candidato alla presidenza della Provincia del Pd, Diego Peli, e i due candidati democratici alle Europee nel collegio Nord Ovest, il capolista Sergio Cofferati e il bresciano Francesco Ferrari.
Le notizie della scelta di Cai di puntare sull’hub di Fiumicino di fatto abbandonando Malpensa, secondo Peli, avrà ricadute dirette sul sistema dei trasporti dell’intero Nord Italia. Ed appunto anche sulle sorti dell’aeroporto di Montichiari e su questo punto il candidato alle provinciali del Partito democratico critica la proposta messa in campo da Molgora sull’opportunità di acquisizione del D’Annunzio dalla Catullo: «Non vedo una proposta credibile - ha detto - Molgora propone l’acquisto della struttura, ma dimentica un punto fondamentale che il problema che andrà risolto è quello delle concessioni. Su questo bisogna fare riferimento all’Enac e al Ministero dei trasporti, il Pd chiede che venga fatto un piano finanziario e venga messa in atto una strategia chiara per risolvere il problema».
Ma secondo Peli la mancanza di progettualità chiara da parte del suo avversario diretto del centrodestra è sintomo di un atteggiamento più generalizzato rispetto al rapporto con il territorio: «Molgora non si vede e i bresciani devono sapere che qualora dovesse essere eletto presidente della Provincia, sarebbe sostanzialmente assente. Così come lo è in questo periodo di campagna elettorale».
Un’altra stilettata al leghista deriva direttamente da queste considerazioni: «Molgora ha annunciato che sono pronti 5 miliardi per il sistema industriale bresciano: vorrei capire da dove saltano fuori. Vorrei che ci spiegasse da dove vengono, così come vorrei capire dove sono i 50 milioni di euro che Molgora sostiene siano destinati al consorzio fidi nel bilancio della Provincia. Quei soldi non sono citati da nessuna parte nel documento economico dell’Amministrazione provinciale. Non v’è traccia di quei 50 milioni».
I candidati del Pd hanno poi concordato su di un atteggiamento preoccupante da parte della componente leghista della maggioranza di Governo: «Un giorno sono pronti a parlare di Roma ladrona - ha aggiunto Peli - ma il giorno dopo agiscono a seconda degli interessi parlamentari. Lo dimostrano una volta di più nel caso di Malpensa, Cai e Fiumicino».
Su questo aspetto è intervenuto anche Sergio Cofferati: «Dopo mesi di retorica “nordista”, durante e dopo la campagna elettorale, i fatti e le scelte concrete di Cai indicano come il ridimensionamento della presenza di Alitalia a Malpensa sia la chiara dimostrazione dello scarso peso della Lombardia rispetto al tanto vituperato centralismo romano. Ma al di là della polemica, sono diversi gli elementi concreti che preoccupano».
Cofferati si è spinto poi ad analizzare le conseguenze dirette di questa decisione: «Anzitutto vi sarà un’ovvia ricaduta su tutto il sistema aeroportuale del Nord, con un riposizionamento di altre compagnie, ed il rischio di un problema di equilibrio tra Malpensa e Linate; va poi valutato fino in fondo il contraccolpo non positivo in prospettiva Expo 2015, con un segnale di disimpegno rispetto alle necessità che quell’importante evento comporta. In definitiva va ravvisata la mancanza di strategia che il Governo del centrodestra dimostra nel settore dei trasporti e delle infrastrutture».
Carlo Muzzi

Diego Peli, 5 obiettivi per rilanciare la Provincia;

13 maggio 2009

GIORNALE DI BRESCIA
13 maggio 2009

Diego Peli, 5 obiettivi per rilanciare la Provincia
Nel programma del candidato riduzione della spesa, sostegno a lavoro, giovani e famiglie, salvaguardia dell’ambiente

Andrea Spitti
Peli all’aperitivo con alcuni sostenitori (foto Eden)Trentacinque pagine di propositi che dovranno essere mantenuti in caso di elezione. È stato presentato il programma elettorale di Diego Peli, candidato del Pd alla presidenza della Provincia.
Peli punta sul rilancio della brescianità e per questo «è necessario che la Provincia assuma un ruolo di sintesi e coordinamento tra gli enti locali». Sono cinque i punti che caratterizzano il programma del centrosinistra, riassunti nelle prime pagine dello stesso. Si inizia con la riduzione dei costi della politica: «È il primo punto perché con quello si liberano le risorse necessarie per realizzare gli altri obiettivi» spiega Peli. La riduzione delle spese passa attraverso «la diminuzione degli assessorati, la razionalizzazione delle risorse umane, degli apparati e delle consulenze» nell’ottica di «ridurre l’attuale debito di 500 milioni di euro causato dall’Amministrazione di Cavalli».
Il secondo punto del programma (visibile anche sul sito www.diegopeli.it) riguarda il sostegno al lavoro, allo sviluppo e alla formazione con l’istituzione di «una Consulta permanente con organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, Camera di Commercio, banche e Associazione Comuni bresciani per aiutare le piccole aziende e i lavoratori e favorire così l’occupazione». Sulle stesse tematiche terzo obiettivo del programma di Peli che propone contributi efficaci per le famiglie «mettendo in rete tutti gli aiuti e i sostegni con il sistema dei Comuni e delle Comunità montane, coinvolgendo anche il Terzo settore».
La Provincia targata Diego Peli intende ripartire dai giovani: «Per farlo bisogna mettere a disposizione risorse, dando anche borse di studio a quei ragazzi che fanno ricerca a Brescia» promette Peli. L’ultimo punto tocca le tematiche ambientali e di salvaguardia del territorio: «Si può parlare delle grandi infrastrutture, ma l’ambiente va gestito e tutelato, non si può consumare il territorio in modo casuale» continua Peli.
A fianco di Peli nella corsa al Broletto la «Sinistra per la Provincia di Brescia», rappresentata da Gianna Baresi e Cristiana Manenti: «Vediamo la Provincia come una comunità - sottolineano - e per questo penseremo agli interessi reali del territorio e non soddisferemo solo le richieste dei nostri amici come si è fatto fino ad ora».

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