(Martedì 05 Maggio 2009 di Andrea Spitti)
Peli: «Lanciare il Broletto in Europa»
L’esponente Pd candidato alla presidenza della Provincia, sostenuto da Corsini, Ferrari e Galperti, indica l’immediata necessità di interventi di rilancio dell’ente partendo dal turismo e dall’agricoltura
«La Provincia di Brescia è matura per entrare in Europa, ma bisogna risolvere i problemi dove davvero ci sono, sul territorio e non là dove lo chiedono gli amici». È iniziata ufficialmente ieri la campagna elettorale di Diego Peli, sindaco di Concesio e candidato dal Partito democratico alla guida del Broletto a capo di una mini-coalizione che, oltre allo stesso Pd, è composta unicamente dalla lista «Sinistra per la provincia di Brescia». A sostenerlo sono però arrivati da Roma i tre parlamentari bresciani del Pd: i deputati Paolo Corsini e Pierangelo Ferrari e il senatore Guido Galperti. L’obiettivo di Peli è migliorare ciò che, secondo lui, non è ha funzionato nei dieci anni di governo Cavalli: «Bisogna ricordare che la Giunta Cavalli ha indebitato la Provincia per 500 milioni di euro.
È paradossale che una coalizione si vanti di non alzare le tasse e poi faccia pagare ai cittadini debiti di questo genere» spiega Diego Peli. In campo agricolo, negli ultimi cinque anni, «le uniche politiche sono state affidate alle associazioni di categoria». Problema simile per quanto riguarda il turismo: «Sono stati spesi un milione e 800mila euro ma non c’è stata una visione d’insieme, con i laghi che si fanno concorrenza tra loro e la montagna contro la pianura - sottolinea Peli -. Dobbiamo passare al “Marchio Brescia” per dare un’immagine della nostra provincia nella sua dimensione unitaria. Per questo occorre un consorzio unico che gestisca il turismo». Se dovesse essere eletto, Peli si impegna a far valere le istanze bresciane a livello regionale: «Nonostante Brescia sia la seconda provincia lombarda, non abbiamo peso specifico in Regione e le nostre esigenze non sono mai state prese in considerazione. Su alcuni temi le risposte devono arrivare in tempi certi, non possiamo essere trattati come un semplice utente. Sono pronto anche ad occupare il Pirellone se le cose non cambiano».
«Molgora? Non potrà essere qui e a Roma»
Diego Peli analizza anche il suo principale avversario, il leghista Daniele Molgora che «oltre ad essere parlamentare e sottosegretario all’Economia vuole fare anche il presidente della Provincia. Mi chiedo come potrà assicurare la sua presenza e dare risposte al territorio. Se dovesse essere eletto, il suo ruolo verrà svolto da qualcun’altro, così come accade in Comune». Peli promette infine che in caso di sua elezione si dovrebbero rivedere i costi dell’ente provinciale: «Ridurre gli Assessorati, razionalizzare le loro sedi, ridurre i dipendenti» annuncia Peli.
«Da sindacalista - evidenzia il parlamentare Pierangelo Ferrari - Peli ha sempre cercato la relazione e non lo scontro per risolvere i problemi. In più è un uomo del fare, come ha dimostrato in questo decennio da sindaco». Secondo Ferrari l’alleanza Lega-Pdl «è instabile perché è nelle mani di un padre-padrone che ha stretto un patto con la Lega che potrebbe essere sciolto». Galperti pone l’accento sull’importanza della Provincia «come organo intermedio di governo» e sulla necessità di cooperazione con le Province limitrofe: «Il Nord-Est deve pensare secondo una rete più ampia». «Diego Peli è il sindaco del Comune in cui risiedo da quasi 40 anni e con la sua elezione porteremo in Provincia una personalità sperimentata - assicura Paolo Corsini -. Un sindacalista cattolico come è stato lui è una garanzia perché ha a cuore sia il destino del lavoro che quello delle imprese».


