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Franceschini a Brescia per sostenere Diego Peli;

«No a spot elettorali sui disperati»
L’ATTACCO AL GOVERNO. Affondo sulla crisi: «La gente affronta il momento di difficoltà mettendo in campo il meglio. Il governo non fa nulla per difendere i più deboli»
J’accuse sui respingimenti: «Vanno fatti ma nel rispetto delle norme internazionali e della legge Bossi-Fini»

Dall’articolo di Massimo Tedeschi

IN UN’ORA dedicata più alle tv che alla «gente» e ai quadri del partito arrivati da mezza provincia, Franceschini lancia un piccolo editto a telecamere riunite. Vuole fugare l’accusa di disfattismo che il governo riversa sugli oppositori, e perciò scandisce: «In questa campagna elettorale incontro un’Italia straordinaria, con formidabili energie positive. Incontro donne e uomini che in un momento di difficoltà mettono in campo il meglio, cioè straordinari meccanismi di solidarietà. Queste persone hanno il diritto di non essere dimenticate da chi governa».
All’Italia buona che si rimbocca le maniche Franceschini contrappone il governo neghittoso e inerte. «A queste persone - spiega Franceschini - il governo dice: “In attesa che la crisi venga superata, fate quello che potete”».
Da qui la rivendicazione: «Noi abbiamo avanzato delle proposte. Lo facciamo dall’opposizione, chiedendo misure di aiuto ai più deboli, a chi perde il lavoro e si ritrova con zero euro: per loro abbiamo chiesto un assegno di disoccupazione. Lo facciamo chiedendo un aiuto per le piccole imprese che fanno fatica ad accedere al credito: per dare loro una boccata d’ossigeno abbiamo proposto che le imposte di giugno vengano abbassate dal 40 al 20%. Noi chiediamo al governo di fare quello che stanno facendo tutti i governi del mondo, di destra o di sinistra: sostenere i più deboli. Accetti le nostre proposte, oppure ne faccia altre, ma non rimanga inerte».
Sotto traccia c’è la sindrome dello sconfittismo che circola nel Pd (e contro cui ha provato a reagire ieri dal suo blog l’onorevole Pierangelo Ferrari con un intervento dal titolo significativo: “Scommettiamo che non andrà così male?”). E allora Franceschini ribadisce: «Brescia è una terra piena di valori, di solidarismo cattolico, di battaglie sindacali, di piccole e medie imprese: i bresciani sceglieranno non in base alle ideologie del passato ma in base alla qualità della proposta politica, a come si è governato in questi anni. Per la Provincia noi mettiamo in campo progetti concreti. Loro lasciano un’eredità che non è di buon governo, fatta di grande debito e promesse roboanti. Il loro candidato che resterà imbullonato tre giorni a settimana a Roma, pur essendo di un partito che contesta Roma».
ALLA FINE c’è solo il tempo per una domanda sui respingimenti: non è che il centrodestra, con essi, conquisterà nuovi consensi al Nord e il Pd opponendosi li perderà? Risposta: «I respingimenti vanno fatti nel rispetto della normativa del diritto internazionale e della legge Bossi-Fini». Dunque attendere gli immigrati a terra e poi censirli? «Ci sono tante modalità. L’importante è rispettare la Bossi Fini. Non si può fare propaganda sui disperati trasformando i barconi in spot elettorali. Tutte le organizzazioni internazionali, l’Onu, la Chiesa cattolica dicono di no a questa strada. E non sono pericolosi e faziosi esponenti dell’opposizione come noi».

Un Commento a “Franceschini a Brescia per sostenere Diego Peli;”

  1. luca scrive:

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