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Tutto il PD con Diego Peli;

(Martedì 05 Maggio 2009 pagina 10 di Eugenio Barboglio)

Pierangelo Ferrari, Guido Galperti e Paolo Corsini lanciano la campagna elettorale del candidato del Partito democratico alla guida della Provincia

Broletto, tutto il Pd incorona Peli

Il candidato democratico incassa l’appoggio compatto dei parlamentari e attacca Molgora «È sottosegretario, sarà sempre a Roma»

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Che Diego Peli sia in pista, che sia lui, l’ex sindacalista cattolico e democristiano, a contendere a Daniale Molgora l’eredità di Cavalli, non è una novità. La sua immagine con la fascia tricolore da primo cittadino di Concesio, è da parecchio sui muri della città e dei 206 paesi della provincia. Ma quella di ieri non è stata una giornata qualsiasi per il candidato del Partito democratico alle amministrative del 6 e 7 giugno.
Ieri Peli ha avuto una sorta di imprimatur. Nulla di sostenziale per uno che il titolo di competitor del Pd lo ha guadagnato alle primarie di partito. Ma qualcosa che pesa per la forma: Pierangelo Ferrari, Guido Galperti e Paolo Corsini, ovvero i «democrats» bresciani che siedono in Parlamento, sono venuti nella sede di via Risorgimento a testimoniare che il Pd è compatto e che lui è l’uomo giusto per una gara che si annuncia in salita.
DIEGO PELI però non aspetta i complimenti, e alza subito il tiro su presente e futuro della Giunta provinciale. Tira sul bilancio di Cavalli, come qualche giorno fa in un incontro ad hoc. «Lo spaventoso deficit e le spese allegre». E predica la parsimonia: «Ridurremo gli assessorati, il personale, razionalizzeremo le sedi».
Già, razionalizzerà Peli, mica inseguirà questa Giunta nel sogno della sede unica agli ex Magazzini generali, sede che il Comune gli ha già «scippato».
Della Loggia - avverte - invece il centrodestra candidando Molgora sembra pronto a fotocopiare un malvezzo: quello del numero uno «fantasma», del leader che fa altro tranne il presidente o il sindaco: «Molgora è parlamentare e perdipiù sottosegretario - rammenta -: non sarà mai qui, come Paroli. Con il leghista in Broletto i bresciani rischiano di avere dopo la Loggia un’altra istituzione importante lasciata nelle mani del vicesindaco, che non è eletto ma nominato».
E pensa sia tempo che la Provincia rialzi la testa al cospetto della Regione: «Il Broletto è suddito della Regione - secondo Peli -. Se ogni lite tra Provincia di Milano e Pirellone si traduce in legge regionale, all’inverso Brescia è impalpabile: sono sette anni che attende la risposta di Formigoni sul piano di area di Montichiari».
I parlamentari Pd sono venuti a Urago Mella senza riserve. «Peli - ricorda Ferrari - unisce le qualità del tessitore che ha mediato nella sua esperienza di sindacato cattolico tra lavoratori e industria, con quelle di amministratore, maturate negli anni alla guida del comune di Concesio». Il suo rivale Molgora, invece «non si raccomanda, soprattuto per colpa della la “compagnia”: il centrodestra ha un padre-padrone; e che tutto dipenda da Berlusconi non dà garanzie di stabilità in prospettiva».
Guido Galperti aggancia alcuni temi evocati nella sala. «Quello della provincia dentro il sistema del Nord Est - dice -, che chiama in causa le partecipazioni del Broletto nelle società e che va giocato in modo strategico». E la sua suona anche come difesa tout court dell’ente: «Il nostro territorio ha una popolazione superiore alla Calabria, pari all’Abruzzo», commenta evocando la necessità di una guida che «a maggior ragione deve essere all’altezza».
PAOLO CORSINI crede molto in Peli «ha dato prova di sè nell’amministrazione», niente nella Giunta Cavalli. «Ha saputo occupare solo spazi mediatici, e ha sguarnito il territorio». Gli esempi, tre su tutti: «L’autostrada della Valtrompia, l’aeroporto di Montichiari e la Brebemi, tormentoni che sono rimasti tali, senza concretizzarsi». Non così per la Tangenziale Sud, di cui riconosce il merito a questa amministrazione, «ma solo di avere terminato un’opera deliberata dalla vecchia Giunta Lepidi». E quanto stride all’ex sindaco di Brescia quel confronto tra il «suo» comune «il meno indebitato d’Italia e questa Provincia tra le cinque con più debiti».

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