da Giornale di Brescia
Peli trova una sponda a sinistra
Il candidato del Pd alla presidenza del Broletto ha annunciato l’alleanza con vendoliani e Sd «Una coalizione solida declinata su lavoro, impegno sociale e attenzione al territorio»
Un’alleanza politica e programmatica a sostegno di Diego Peli per la presidenza della Provincia. Il candidato del Partito democratico ha presentato ieri la coalizione che lo sosterrà nella sua corsa al Broletto il 6 e 7 giugno prossimi. Al fianco dei democrats un solo alleato: la lista «Sinistra per la provincia di Brescia» composta dal movimento politico guidato da Nichi Vendola e da Sinistra democratica.
I confini della coalizione Diego Peli ha cercato di fare un po’ di chiarezza sull’attuale situazione nel centrosinistra bresciano a partire dalla posizione del Partito democratico. A partire dall’Italia dei Valori che al primo turno correrà da sola candidando il senatore Giampiero De Toni. «Il partito di Di Pietro ha voluto correre da solo. Nell’unica occasione - ha precisato Peli - nella quale mi sono confrontato con De Toni, mi ha messo come pregiudiziale per un’alleanza alle Provinciali, il sostegno del Pd al loro candidato per la Provincia di Bergamo. Una richiesta assurda visto che non vedo come io possa influenzare le scelte in un’altra provincia». Il Pd respinge al mittente ogni critica formulata in settimana dal coordinatore regionale dipietrista Piffari che parlava di «atteggiamento da sconfitti». È stato il capogruppo Pier Luigi Mottinelli a mettere la parola fine sulla polemica: «È l’Idv che si sente sconfitto a Brescia e per questo motivo ha deciso di correre in solitaria, mentre nella maggior parte delle province lombarde si è alleato con noi. Per quanto incomprensibile è una loro scelta».
Peli, poi, non risparmia critiche a Laura Castelletti ed ai socialisti che hanno scelto di correre insieme all’Udc: «Non vedo coerenza nelle loro scelte e con la Castelletti non ho mai avuto modo di parlare».
Mezza Sinistra e Libertà Di fatto, il Pd si è alleato con mezza Sinistra e Libertà, la forza politica nata in vista delle Europee e che è composta da Socialisti, Verdi, Sinistra democratica e vendoliani. Proprio queste ultime due forze politiche presenteranno una lista a sostegno di Peli. Mancano all’appello i Verdi che lunedì sera scioglieranno le riserve dopo un direttivo provinciale. Il coordinatore bresciano, Paolo Mori, ha anticipato però quella che dovrebbe essere la decisione: «Non sarà presentata nessuna lista - ha chiarito - e non daremo ai nostri elettori alcuna indicazione se non quella di votare secondo coscienza. Ho l’impressione, tuttavia, che parte del nostro elettorato sosterrà la lista di Di Pietro».
Ma sono comunque i socialisti al centro del dibattito, la vendoliana Gianna Rosa Baresi precisa: «Benché ci siano delle specificità territoriali, con i socialisti siamo alleati per le elezioni Europee e in questi ultimi giorni mi sarei aspettata da parte loro una qualsiasi forma di comunicazione, a parte il divieto di usare il simbolo “Sinistra e Libertà” per le Provinciali. Se non verrà fatta chiarezza al più presto allora non ci sarà nessun sostegno da parte nostra ai loro candidati per Strasburgo». Parole dure ma che sono strettamente collegate all’obiettivo politico dell’alleanza Pd-Sinistra: «Abbiamo iniziato un percorso che vuole portare a ricomporre il centrosinistra nella nostra Provincia».
Omogeneità programmatica Peli, la Baresi e Cristiana Manenti di Sinistra democratica hanno più volte ribadito la completa condivisione degli obiettivi programmatici dell’alleanza. Il rappresentante del Pd non usa mezzi termini nell’attaccare l’operato della giunta Cavalli caratterizzata da poca autorevolezza: «Pur riconoscendo il buon lavoro fatto per alcune infrastrutture, come la tangenziale Sud. In questi anni la provincia ha perso di autorevolezza, dobbiamo ritornare ad aggredire le istituzioni facendo valere il nostro peso, anche nell’interessa di un milione e 300mila bresciani». Non basta secondo Peli, il lavoro sulle grandi infrastrutture, «bisogna preoccuparsi della sorte delle nostre Pmi, di una maggiore attenzione agli aspetti sociali, senza dimentica il rapporto tra Ente provincia e i singoli comuni, che devono tornare ad essere protagonisti all’interno di un approccio dialettico».
