Archivio di aprile 2009

Si apre la campagna elettorale in Vallecamonica;

29 aprile 2009

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Diego Peli: la scelta minimal del leader;

27 aprile 2009

da Bresciaoggi del 25 aprile 2009

L’ANNUNCIO. Il candidato del Pd avrà l’appoggio del suo partito e della «Sinistra per la provincia di Brescia». «Una coalizione compatta sul piano programmatico»

Due formazioni per Peli presidente

La scelta minimal del leader: «Inutile creare sigle artificiali per far finta di avere un radicamento che non c’è»

Se la prossima scheda elettorale sarà una «lenzuolata», la colpa non sarà sicuramente del centrosinistra. Cinque anni fa Tino Bino aveva nove liste di sostegno. Il 6 e 7 giugno Diego Peli sarà appoggiato da due sole formazioni: il Partito democratico (che nel simbolo avrà la scritta «Diego Peli presidente») e Sinistra per la Provincia di Brescia, che riunisce esponenti della Sinistra democratica (che fa capo al consigliere regionale Arturo Squassina) e dei vendoliani usciti da Rifondazione (guidati dall’altro consigliere regionale Osvaldo Squassina).
A DARE L’ANNUNCIO dello schieramento è lo stesso Peli, che spiega: «Puntiamo su una coalizione compatta, precisa. Inutile creare sigle artificiali per far finta di avere un radicamento che non c’è. Partiamo da qui per ricomporre il centrosinistra. La nostra ambizione è essere un punto di riferimento».
Le frecciate agli alleati mancati sono d’obbligo: «Leggo che la Castelletti fa le pulci a noi per la coalizione: io ho fatto solo un incontro con i socialisti, e lei non c’era. Da un lato ha mostrato attenzione all’assessorato proposto da Paroli, dall’altro al Pd, e poi ha finito per confluire sull’Udc».
Per quanto riguarda l’Italia dei Valori, «quando ho incontrato De Toni mi ha chiesto di dare al loro partito la candidatura a presidente di Bergamo». Insomma: «Sono stati i dipietristi a scegliere di andare da soli, e sono stati i socialisti a decidere di andare con l’Udc». La coalizione «ristretta» non è colpa del Pd. Peli ha voluto una sola esclusione: «Fin dalle primarie avevo indicato il perimetro della coalizione, escludendo Rifondazione. Per il resto, una coalizione più snella è più penetrante».
A tenere assieme Pd e Sinistra per Brescia è invece il programma, «è l’attenzione ai temi sociali, alla crisi economica, alla produzione calata dell’11%, al dramma dei nostri giovani che non hanno lavoro, alle famiglie per cui la Provincia ha stanziato 1 milione che però non è stato erogato».
PELI SNOCCIOLA in pillole il suo programma, e sono i temi sociali a sollecitare l’assenso delle rappresentanti della Sinistra per Brescia: «La crisi economica - sostiene Gianna Baresi (ex Prc) - richiede un impegno speciale da parte della Provincia. Non è tempo di sottili distinguo ma bisogna affrontare scelte importanti sul lavoro e sul sociale» il che significa «ridare centralità al lavoro e puntare su una politica di crescita nel sociale».
Cristiana Manenti (Sd) aggiunge: «L’elemento-cardine che ci ha fatto trovare l’accordo è il ritorno alla centralità della comunità. Questo centrodestra sta cancellando il senso della comunità, punta solo su paura e solitudine».
Allo schieramento che si riconosce in Sinistra per Brescia mancano - rispetto a «Sinistra e libertà» delle europee - i socialisti che hanno scelto l’alleanza con l’Udc, e i Verdi, che alle provinciali dovrebbero rimanere alla finestra.

Diego Peli trova una sponda a sinistra;

27 aprile 2009

da Giornale di Brescia

Peli trova una sponda a sinistra

Il candidato del Pd alla presidenza del Broletto ha annunciato l’alleanza con vendoliani e Sd «Una coalizione solida declinata su lavoro, impegno sociale e attenzione al territorio»

Un’alleanza politica e programmatica a sostegno di Diego Peli per la presidenza della Provincia. Il candidato del Partito democratico ha presentato ieri la coalizione che lo sosterrà nella sua corsa al Broletto il 6 e 7 giugno prossimi. Al fianco dei democrats un solo alleato: la lista «Sinistra per la provincia di Brescia» composta dal movimento politico guidato da Nichi Vendola e da Sinistra democratica.
I confini della coalizione Diego Peli ha cercato di fare un po’ di chiarezza sull’attuale situazione nel centrosinistra bresciano a partire dalla posizione del Partito democratico. A partire dall’Italia dei Valori che al primo turno correrà da sola candidando il senatore Giampiero De Toni. «Il partito di Di Pietro ha voluto correre da solo. Nell’unica occasione - ha precisato Peli - nella quale mi sono confrontato con De Toni, mi ha messo come pregiudiziale per un’alleanza alle Provinciali, il sostegno del Pd al loro candidato per la Provincia di Bergamo. Una richiesta assurda visto che non vedo come io possa influenzare le scelte in un’altra provincia». Il Pd respinge al mittente ogni critica formulata in settimana dal coordinatore regionale dipietrista Piffari che parlava di «atteggiamento da sconfitti». È stato il capogruppo Pier Luigi Mottinelli a mettere la parola fine sulla polemica: «È l’Idv che si sente sconfitto a Brescia e per questo motivo ha deciso di correre in solitaria, mentre nella maggior parte delle province lombarde si è alleato con noi. Per quanto incomprensibile è una loro scelta».
Peli, poi, non risparmia critiche a Laura Castelletti ed ai socialisti che hanno scelto di correre insieme all’Udc: «Non vedo coerenza nelle loro scelte e con la Castelletti non ho mai avuto modo di parlare».
Mezza Sinistra e Libertà Di fatto, il Pd si è alleato con mezza Sinistra e Libertà, la forza politica nata in vista delle Europee e che è composta da Socialisti, Verdi, Sinistra democratica e vendoliani. Proprio queste ultime due forze politiche presenteranno una lista a sostegno di Peli. Mancano all’appello i Verdi che lunedì sera scioglieranno le riserve dopo un direttivo provinciale. Il coordinatore bresciano, Paolo Mori, ha anticipato però quella che dovrebbe essere la decisione: «Non sarà presentata nessuna lista - ha chiarito - e non daremo ai nostri elettori alcuna indicazione se non quella di votare secondo coscienza. Ho l’impressione, tuttavia, che parte del nostro elettorato sosterrà la lista di Di Pietro».
Ma sono comunque i socialisti al centro del dibattito, la vendoliana Gianna Rosa Baresi precisa: «Benché ci siano delle specificità territoriali, con i socialisti siamo alleati per le elezioni Europee e in questi ultimi giorni mi sarei aspettata da parte loro una qualsiasi forma di comunicazione, a parte il divieto di usare il simbolo “Sinistra e Libertà” per le Provinciali. Se non verrà fatta chiarezza al più presto allora non ci sarà nessun sostegno da parte nostra ai loro candidati per Strasburgo». Parole dure ma che sono strettamente collegate all’obiettivo politico dell’alleanza Pd-Sinistra: «Abbiamo iniziato un percorso che vuole portare a ricomporre il centrosinistra nella nostra Provincia».
Omogeneità programmatica Peli, la Baresi e Cristiana Manenti di Sinistra democratica hanno più volte ribadito la completa condivisione degli obiettivi programmatici dell’alleanza. Il rappresentante del Pd non usa mezzi termini nell’attaccare l’operato della giunta Cavalli caratterizzata da poca autorevolezza: «Pur riconoscendo il buon lavoro fatto per alcune infrastrutture, come la tangenziale Sud. In questi anni la provincia ha perso di autorevolezza, dobbiamo ritornare ad aggredire le istituzioni facendo valere il nostro peso, anche nell’interessa di un milione e 300mila bresciani». Non basta secondo Peli, il lavoro sulle grandi infrastrutture, «bisogna preoccuparsi della sorte delle nostre Pmi, di una maggiore attenzione agli aspetti sociali, senza dimentica il rapporto tra Ente provincia e i singoli comuni, che devono tornare ad essere protagonisti all’interno di un approccio dialettico».